Dimensioni: L.300 x P.120 x H.75
Finiture: piano in gres finitura Ardesia – struttura in metallo graphite goffrato GFM69
Materiali: struttura in metallo – piano in gres
Il tavolo Eliot Keramik è una delle creazioni più celebri di Giorgio Cattelan, un complemento d’arredo che trasforma la zona dining in una galleria d’arte moderna. Questa versione monumentale da 300 cm è pensata per chi non vuole scendere a compromessi tra dimensioni generose e raffinatezza estetica, offrendo un impatto visivo senza pari all’interno di ampi saloni o sale da pranzo formali.
Design Scultoreo e Struttura d’Avanguardia
Il tratto distintivo dell’Eliot risiede nella sua base in acciaio verniciato a polveri epossidiche, qui presentata nella sofisticata finitura Graphite (GFM 69). La struttura si sviluppa con linee decise e volumi pieni che si assottigliano verso l’alto, creando un gioco di geometrie che garantisce estrema stabilità senza appesantire il design complessivo. La forma della base è studiata per non interferire con la seduta dei commensali, rendendo il tavolo tanto pratico quanto bello.
Il Piano in Keramik: L’Eleganza dell’Ardesia
Il vero protagonista è il piano sagomato, una forma a “botte” che ammorbidisce le dimensioni imponenti del tavolo. La finitura in gres porcellanato color Ardesia non è solo una scelta di stile, ma una garanzia di prestazioni tecniche elevate. La superficie ceramica è infatti altamente resistente ai graffi, alle macchie e al calore, mantenendo inalterata nel tempo la sua bellezza naturale che richiama la profondità della pietra lavica. Le sfumature dell’Ardesia si sposano perfettamente con la struttura Graphite, creando un look “total dark” estremamente contemporaneo e lussuoso.
Consigli di Stile e Ambientazione
Grazie alla sua lunghezza di 3 metri, l’Eliot Keramik può ospitare comodamente fino a 12 persone. È il tavolo ideale da abbinare a sedie in pelle o velluto dai colori neutri o a contrasto per esaltarne la silhouette. La scelta della forma sagomata permette una conversazione più fluida tra gli ospiti, rendendolo il centro nevralgico della convivialità domestica.








